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GLI ALLIEVI DEL CORSO IN MEDIATORE CULTURALE DELL’ACIIEF IN VILLA COMUNALE CON UN DESK DI AIUTO E UN VADEMECUM PER GLI IMMIGRATI APPENA ARRIVATI IN CITTÀ: CONSIGLI, NUMERI DI TELEFONO UTILI ED ASSISTENZA DIRETTA.
Giovedì 18 giugno, a partire dalle ore 16 all’ingresso della Villa Comunale, lato piazza Vittoria, gli allievi del corso di formazione in “mediatore culturale” dell’A.C.I.I.E.F., che hanno appena conseguito la qualifica professionale, saranno a disposizione di immigrati ed immigrate – sia provenienti dall’Unione Europea che da paesi extra-Ue – per fornire consigli utili su tutto ciò che va fatto una volta arrivati in Italia. L’iniziativa, cui parteciperanno alcuni esponenti della vita politica napoletana, ha il patrocinio morale della Provincia di Napoli ed è stata organizzata in collaborazione con la I Municipalità (Chiaia, San Ferdinando, Posillipo) presieduta da Fabio Chiosi.
L’A.C.I.I.E.F. ha predisposto alcuni vademecum che possano fungere da “bussola” per gli stranieri appena arrivati nel nostro Paese: i vademecum sono disponibili in numerose lingue (oltre all’inglese e al francese, anche in polacco, ucraino e russo). All’ingresso della Villa Comunale su piazza Vittoria, i neo Mediatori Culturali dell’ente di formazione professionale A.C.I.I.E.F. metteranno in pratica le nozioni apprese durante il corso, fornendo contemporaneamente anche informazioni su questa figura professionale che, soprattutto per giovani di origine straniera, può arrivare ad essere un vero e proprio lavoro. Infatti il mediatore culturale utilizza le proprie conoscenze linguistiche e culturali e la propria capacità relazionale ed empatica per meglio interpretare le caratteristiche e i bisogni degli stranieri contribuendo a:
- prevenire potenziali occasioni di conflitto favorendo le condizioni per l’integrazione sociale e facilitando le pari opportunità nel godimento dei diritti;
- aiutare il cittadino straniero ad inserirsi nella società italiana, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l’uso dei servizi sociali, sanitari, educativi, culturali ecc., sia pubblici che privati, dislocati sul territorio, nell’intento di consentire un accesso e una fruibilità dei servizi a pari condizioni;
- aiutare il cittadino straniero a leggere e comprendere la cultura italiana anche alla luce delle culture di appartenenza e delle reciproche aree di pregiudizio.
«Quando le ragazze del corso ci hanno proposto questa iniziativa – ha dichiarato Dolores Cuomo, responsabile dei corsi di formazione dell’A.C.I.I.E.F. – non ci abbiamo pensato su due volte ad appoggiarla. Questo progetto, che intendiamo ripetere, ha un doppio valore: permettere ai nostri allievi di cominciare subito con un’attività sul campo e fornire uno strumento concreto per gli immigrati che arrivano nella nostra città».