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Giro di vite sui buttafuori
Ogni addetto alla sicurezza dovrà aver svolto un corso ed esporre un tesserino. Sono almeno 150 in provincia
RIMINI Giro di vite sui buttafuori dei locali notturni: dopo una serie di proroghe che hanno ritardato l’entrata in vigore della legge che prevede, per la security nelle discoteche, l’obbligo di essere iscritti al registro prefettizio, dal primo gennaio arriva il nuovo regolamento per gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi.
Il decreto legge, presentato nell’ottobre del 2009, arriva con il duplice scopo di tutelare sia l’incolumità dei presenti nei locali sia di regolamentare un mestiere che, in passato, ha visto parecchie persone svolgere un’attività in “nero”. Dal primo gennaio, quindi, sarà una legge nazionale a regolamentare la figura dell’addetto sicurezza dei locali da ballo. Fra i requisiti richiesti ai nuovi operatori un corso professionalizzante, una fedina penale priva di condanne non colpose e l’iscrizione ad un elenco in prefettura.
Al 23 dicembre la prefettura di Rimini aveva solo 23 persone regolarmente iscritte all’elenco mentre per altre 7 si era aperta la fase istruttoria e, altri 24, avevano già depositato la domanda che era ancora in fase di lavorazione. Tenendo conto delle festività e delle lungaggini burocratiche, se durante i veglioni di capodanno ci dovessero essere dei controlli da parte delle forze dell’ordine, in tutta la provincia riminese ci sarebbero a malapena 50 persone abilitate a svolgere il servizio di sicurezza nei locali notturni. Un numero esiguo se si pensa che, in alcune discoteche più grandi, sono almeno 30 i buttafuori normalmente impiegati durante le serate e che, in media, gli altri locali notturni possono contare su 2 o 3 persone che si occupano della sicurezza. In provincia si stima un totale di circa 150 addetti alla sicurezza.
La maggior parte di quanti hanno già presentato domanda sono dipendenti delle grandi agenzie che offrono il personale di sicurezza al mondo della notte, allo stato attuale sembra essere tagliata completamente fuori tutta la parte di quanti, per hobby, per passione o per arrotondare lo stipendio, lavorano come buttafuori. Per chi lavorerà senza esibire il tesserino, con foto, nome e cognome e numero di autorizzazione prefettizia, saranno guai seri: gli abusivi, e i titolari dei locali che li assumono, rischiano una denuncia penale con tutte le conseguenze del caso.
La nuova figura del buttafuori dovrà essere ricoperta da un incensurato che abbia svolto l’apposito corso di formazione regionale e che sia regolarmente assunto o da un’agenzia specializzata o dallo stesso titolare della licenza di pubblico esercizio. Con l’attestato rilasciato dal corso e con la copia dell’assunzione da parte del datore di lavoro, è necessario presentarsi in prefettura per presentare la domanda di rilascio del tesserino identificativo. Sarà poi la prefettura competente a provvedere a inserire il nominativo in un database a livello nazionale che fornirà il numero dell’autorizzazione da inserire nel tesserino personale. Il decreto prevede che il tesserino sia corredato anche del logo del locale, o della società di buttafuori per il quale si svolge il servizio. Il personale della sicurezza potrà lavorare anche per più locali a patto che questi utilizzino un tesserino apposito per ognuno di essi
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